Lavoro, lavori. Padrone, padroni.


L’interno del Toti. Postazione dei navigatori

Per certi versi la mentalità padronale dello sfruttamento della forza lavoro, intesa come classe operaia quindi più debole e più ricattabile, non è mai passata di moda.

Siamo nel 2017 e qualsiasi lavoratore sia esso operaio, lavoratore dell’editoria, ricercatore, scienziato, studioso, se assunto da un’azienda di qualsiasi tipo poco propensa alla crescita assieme ai propri collaboratori, ne diventa immediatamente schiavo.

Schiavo perché classe inferiore, non uomo, donna, transgender, gay, lavoratore sotto il padrone. Quindi schiavo cui si può fare di tutto, facendolo passare per le grandi maglie dei vari contratti cui ogni lavoratore deve sottostare.

Perché comunque è scritto nel contratto, ma vale solo per noi, quelli più in basso – per un verso o per l’altro – nella scala sociale.

Sciao vostro, padròn mio.
Nb: il maschile nella parola lavoratore è usato in modo generico, quindi lavoratrici E lavoratori di ogni genere

Sveva Stallone

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