Avrei sogni da sognare migliori di questo


Un post che vuole ricordare a me e a voi che non è necessario dire sempre la verità, anzi. Spesso, quando le persone vi chiedono come state non vogliono DAVVERO saperlo, vogliono solo sentirsi rispondere un più rassicurante e meno profondo “bene, grazie. E tu?”.

Ma è una forma di cortesia, non gliene frega nulla di saperlo: prima di arrivarci a brutto muso, come la sottoscritta, ve lo dico.

A me è capitato ieri l’altro, ma me lo hanno dovuto proprio dire papale papale: “Non voglio chiederti come stai, tu stai male davvero e sempre”.

Ok, capisco… (ma anche no. Perché devo sempre capire io? Sono la meno sveglia, per qualche giorno voi NORMALI comportatevi come tali e FATE quelli che CAPISCONO PRIMA!)

Mi sono concretamente rotta i cabasisi: di essere trattata male dai clienti sul lavoro, di andare a lavoro anche quando sto male (siamo sotto col personale e quando manca qualcuno si sente), di esprimere un parere e vedere la guerra sui social perché “gli / le hai rotto il giochino”.

Più informati, più umili anche… sarebbe carino a volte. Ma probabilmente penso a un mondo che esiste solo nella mia testa. Oh, non è che sta roba che prendo per le due epilessie a lungo andare sta diventando allucinogena? No, perché se così fosse di sogni da sognare ne avrei di migliori.

Sveva Stallone

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