Tra date, silenzi, promesse e potere delle ciliegie


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Anche questa data sta passando, ma mamma è sempre in casa quindi – 24 febbraio o meno – ho le sue ceneri a ricordarmela ogni sacrosanto giorno (e dalla sua morte nulla è andato come doveva e questo post vi spiega perché ).

E dunque siccome un pensiero tira l’altro (i pensieri hanno lo stesso potere delle ciliegie), mi sono chiesta perché quell’amico che mi aveva promesso che “non passeranno altri 15 anni prima di vederci un’altra volta” ne ha già fatto passare uno (sì, lo so, il problema è il tempo… ) o un altro caro amico e collega che non sento più e non so perché o ancora un collega (e amico) che si era lanciato in una promessa professionale, alla partenza del suo progetto (partito e atterrato), non mi ha più contattata. Peraltro son felice perché almeno tra mille programmi editoriali uno va in porto… 

E tra una ciliegia e l’altra ho scoperto che il mio “non voler sfruttare posizioni /disturbare altri” viene letto al contrario come “ma insomma non ti curi delle tue cose dobbiamo fare tutto noi”. A me è stato semplicemente insegnato che è sbagliato sfruttare il posto dove sei: se lavori in un giornale non devi dire “lavoro in un giornale” per saltare la fila, se lavori in un sindacato, parimenti.

Così, frutto dopo frutto, da gennaio ho già pronto il post di chiusura definitiva di questo blog, ché mica si può andare avanti all’infinito (ma non voglio anticipare nulla, lo sto limando perché in qualità di ultimo post deve essere perfetto).

E ciliegia dopo ciliegia, sto imparando con la naturale consecuzione logica che solo connessioni neurali poco “connesse” come le mie posson dare, che ci sono un sacco di esperienze da fare, al di fuori di questo Universo e che le farò. Il mondo può essere freddo, buio e inospitale, ma da ieri ci sono sette nuovi pianeti là fuori…

Make a bad gals and fellas!

sV3vA

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