Gnappo, la letteratura e la speranza che non muore mai (seconda parte)


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Gnappo Gnappo Sub sopra la casa di Cristina
Gnappo vola molto velocemente, ma durante quel tragitto Cristina chiede più volte di andare un po’ più piano
 
G: Perché devo volare piano? Sembravi entusiasta di venire in cielo!
C: Certamente, sono entusiasta di questa idea che hai avuto, ma mi hai  spettinata!! Stamattina sono andata dal parrucchiere e guarda come sono i miei capelli! Sembro Einstein!
G: Chi è questo qua?
C:  Era  un fisico tedesco…
G: (interrompendola) Ma certo! Adesso ho capito chi è… il presidente degli Stati Uniti! (chiedendo) Aveva i capelli così “nuvolosamente” incasinati?
C: Non so di cosa tu stia parlando, Einstein era un fisico tedesco che emigrò negli Stati Uniti per via delle persecuzioni naziste. Se non sbaglio, il prof. Einstein era di origine ebraica.
G: Nazisti? Ah, le teste di quiz del 1940. Brutta gentaglia.
C: Cambiamo argomento?
G: Sì, effettivamente le teste di quiz, mi bloccano la digestione (Gnappo fa comunque un rutto)
C: Dicevi? Ti blocca la digestione?
G: Si, se parlo ancora di questi emeriti pirla per altri 5 minuti, mi si blocca il tratto digestivo. Se smetto di parlarne sto bene.
C: (cambia argomento) Quanto manca ancora?
G: (atterra su una distesa grandissima fatta di nuvole) “Grazie per aver scelto la Gnappo Airlines! Ricordiamo ai nostri passeggeri che…
C: E basta! Ci sono solo io come passeggero!
G:(concludendo) … possono sganciare la cintura di sicurezza. Arrivederci!”
C: (saltando giù da Gnappo, cade sulle nuvole, ma non si accorge che  c’è un tizio dietro di lei) Che figata!
Tizio: (estrae da una tasca un cartellino giallo e dice) Ammonita!
C: (si volta e chiede) Mi scusi ma cosa ho fatto?
T: Ha detto una parolaccia! Io ero un arbitro di calcio, se dice ancora un’altra parolaccia ci sarà una seconda ammonizione e se continua l’espulsione ( fa vedere a Cristina il cartellino dell’espulsione)
C: (stupendosi, perché il cartellino è bianco) Non ne so molto di calcio, anzi direi nulla, ma so che il cartellino dell’espulsione è rosso.
A: Sulla Terra. Qui, questo colore non è ben visto. Si utilizza solo a Natale. In quel periodo è tollerato.
C: Ah… capisco (pensa alla parentela, angeli e diavoli, questi ultimi non sono altro che angeli ribelli)
G: (esclama) Ecco il Grande Puffo e Puffetta!
 
Dante, il Sommo Poeta si avvicina con Beatrice. Guarda Gnappo, poi Cristina; infine dice la sua
 
Dante: (rivolgendosi a Gnappo) Chi sei tu, o villano? 
G: No, non vivo in villa; sono una nuvola. Vivo nell’immensità celestiale dell’Universo di Star Trek!
C: Oh, Gesù! Cosa devo sentire! (piano a Gnappo) villano= maleducato. Dante voleva dire questo.
G: (piano a Cristina) Uffa! Ma perché voi, letterati, parlate sempre in modo “strano”?
C: Il Sommo poeta, si esprime così, perché nel 1300 ci si esprimeva in questo modo.
G: (dorme e ronfa alla grossa) Ronf… ronf… ronf… ronf… ronf… Roonffff…
C: Adesso capisco, perché quando gli spiego qualcosa, cade letteralmente… “dalle nuvole”
 
Beatrice si rivolge a Cristina e chiede cosa ci faccia lì, lei che è ancora viva
 
C: (pensando) Io questa frase l’ho già letta, ma dove? (si concentra e…) Ah, sì che pirla! Nella “Divina Commedia” di Dante!
 
Arriva l’Arbitro
 
A: (rivolgendosi a Cristina) Ammonita! Ha detto una seconda parolaccia, stia attenta; perché il rischio espulsione è dietro l’angolo. Stia in campana
C: Ma io, ho solo pensato questa parola, e comunque, significa “girare come una trottola”.
A: Purtroppo è passata come parolaccia!
C:  Ok, starò attenta… che due…
A: Diceva?
C: Che belle quelle due nuvole, là, in fondo!
A: (osserva le nuvole) Ha ragione, assomigliano a due torte
(Cristina si è salvata in “zona cesarini”)
 
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“… abito laggiù, sulla Terra… “
C: (rispondendo a Beatrice) Io non sono passata a miglior vita, un mio… amico, Gnappo, ha avuto l’idea di “portarmi in cielo”
B: Cotesto nome è curioso, lo tuo amico dov’è?
C:(indicando) E’… lui
B: Una bianca nuvola?
D: (intromettendosi) Beatrice, non ti curar di lei, è menzognera!
C: No, sono sincera! (scuote Gnappo al fine di svegliarlo)
G: (sbadiglia, vede Cristina e…) Perché, hai interrotto il mio pisolino?
C: Alla faccia del pisolino, ronfavi come un orso in letargo!
B: (parlando a Dante) Credo, carissimo Dante che ella sia come afferma: sincera
D: (riflettendo) In verità la gentile ed onesta Beatrice, su coteste persone non si sbaglia mai. Che creatura gentil che ho vicino a me! (si rivolge a Cristina) Ti voglio credere donzella, da dove vieni?
C: Da laggiù (indica la Terra) e mi chiamo Cristina. Questa nuvola si chiama Gnappo Gnappo Sub ed è grazie a lui se sono qui. Vede Sommo Poeta, l’idea di questo viaggio è stata di Gnappo.
D: (stupendosi) Questo Gnappo Sub, oltre che essere una bianca nuvola, ha un bel sentimento. Esso è gentile, caro e… sì un po’ buffo.
G: ( risentito) Coooosa???
C: (spiega a Gnappo) Dante ti sta dicendo che sei una nuvola gentile, che si prende cura degli altri, e sì, ha ragione il Sommo Poeta: sei un po’ buffo. Ma essere buffi non è da tutti al giorno d’oggi, quindi sei simpatico ( A volte la nuvola mi fa arrabbiare; questo Dante non lo sa )
dante e beatrice
Dante, il Sommo Poeta
Arrivano altri personaggi: Alessandro Manzoni, Umberto Eco, alcune persone che parlano in francese, in lingua belga e…
Manzoni: (arriva vicino a Dante, parla con lui, poi si rivolge alla nuova venuta) Buongiorno, io sono Alessandro Manzoni, lei come si chiama?
C: (comincia a stancarsi, di questo continuo presentarsi) Mi Cristina, arrivo dalla Terra.
M: Oh, così giovane, e sei già mancata
C: (non può fare a meno di fare le corna) Don Lisander,  io sono viva (spiega nuovamente il tutto e presenta Gnappo Gnappo Sub)
Umberto Eco: Sei fortunata! Io ho preso sempre l’aereo, tu hai questo privilegio
G: Ho fame!!
C: (piano) Gnappo, ti sembra il momento?
G: Io ho fame!
E: (ha una schiscetta con sé, ne trae fuori un panino) Ho un panino al prosciutto, puoi mangiarlo se vuoi
C: Signor Eco, ma è suo..
E: Ricordati Cristina che bisogna essere generosi, anche con una nuvola.
G: (divora il panino, poi) Grazie, Umberto,sei un grande generoso!
M: Eco ha ragione. Scusami se ho preso un granchio prima, nei tuoi confronti, ma Umberto ha ragione : sii generosa a dispetto di chi dice che tutto ciò non serve. Serve eccome: è la chiave per arrivare qui.
C : (si commuove) Grazie! Terrò a mente tutto ciò
 
Dante e Beatrice salutano gli altri, e si incamminano su un sentiero luminoso, circondato da fiori.
M: Ricordati anche di questo: l’amore sconfigge la paura, l’amore crea vita, l’amore è  felicità.
E: L’amore abbatte le barriere, distrugge un cuore indurito, dà calore a chi freddo ha.
C: Forse non lo sapete ma, sulla Terra ci sono tantissime guerre e, purtroppo, di amore non ce n’è. O ve ne è poco. Una guerra si vince combattendo contro il nemico, o almeno questa è la mia opinione.
M ed E: No! Così parlano le persone che hanno perso la fiducia negli altri, di conseguenza anche l’amore per essi. Sii fiduciosa, sii generosa, l’amore verrà di conseguenza.
G: Sai, hanno ragione. Io mi fido dei miei amici nuvolosi, amo la vita nel cielo, è una gran figata!
 
Ritorna l’Arbitro
 
A: Ti avevo avvertito (estrae il cartellino bianco, quello dell’espulsione- viene utilizzato solo in Paradiso-)
C: Ma io non ho detto nessuna parolaccia
 
Manzoni ed Eco spiegano la situazione all’Arbitro; questi ritira l’espulsione a Cristina, ma non  nega a Gnappo l’ammonizione.
 
G: Scusi perché devo essere ammonito?
A: Tu hai detto una parolaccia. Se dirai ancora parolacce, sarai espulso, mi sono spiegato?
G: Fin troppo bene.  
 
Cristina parla ancora un po’ con i due scrittori, poi essi vanno via. 
Le persone francesi e belghe hanno ascoltato i dialoghi di tutti.
 
Un signore parla a Cristina: Ciao, mi chiamo Jean Delair e, sono, – come dite voi italiani – passato a miglior vita. Mi trovavo al Bataclan, la sera in cui dei guerriglieri hanno fatto irruzione nel locale.
C: (non sa cosa dire)
G: Chi i tizi che  non sapendo cosa fare nella vita, sparano?
C: Gnappo! Ma come ti permetti..
J: No, ha ragione Gnappo. Se avessero uno scopo nella via, non farebbero ciò che invece è successo.
E, i due autori Manzoni ed Eco hanno ragione: solo l’amore può sconfiggere questi disastri.
 
Improvvisamente, si vedono delle bolle di sapone.
 
J: Questa è opera di Gunther. E’ un signore che quando è accaduto il fattaccio, ha continuato a creare grandi bolle di sapone. Queste bolle profumate, leggere, delicate hanno dato per un po’ di tempo un poco di felicità. Noi, le prendiamo (prende una bolla in mano) e le trasformiamo in stelle, o cuoricini; poi di notte gettiamo sopra le abitazioni delle nostre famiglie i cuori e le stelle, che donano speranza (stelle) e amore (cuori).
Non so se è andato anche in Belgio, ma se ciò non è avvenuto; dovrebbe.
C: (si commuove, piange)
G: (le dà un fazzoletto)
C: (fa per soffiare il naso, ma il “cotton-nuvola” si sfalda al contatto della sua mano) Che razza di fazzoletto è?
G: (scusandosi) Mi sono dimenticato che voi esseri umani, non potete utilizzare i cotton-nuvola, questo perché sono riservati solo a noi nuvole.
C: (seccata) E allora perché, l’hai dato sapendo…
G: Mi sono dimenticato di questo particolare
J: (ride) Che bell’accoppiata che siete. Dovreste volare sopra la Francia e il Belgio e far ridere almeno i bambini. Siete fenomenali! (ride ancora).
Fine seconda parte
(il meglio? Nella terza, of course… )

 

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