Comune mortale


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Mamma

Duemilasedici, febbraio, 24. Mamma colpita da un ictus molto forte, muore: due giorni di sofferenza, un secondo di respiro e il nulla.

Ma è mamma, la mia. E come tutte le figlie che si rispettano vengo colta prima da un senso di stranezza, poi da una serie di domande che partono da: “E ora che faccio?” e – di conseguenza – da reazioni: il 25 mi rivolgo al Comune di Milano, che mi dicono sia meno caro rispetto alle Agenzie e che aiuta in questo momento con un ufficio apposito chi – come me – si trova senza poter assicurare un degno funerale alla sua genitrice.

Mi reco alla stanza 115, una gentile funzionaria mi riceve e dopo avermi detto che il Comune fa un funerale calmierato ai prezzi di mercato, spara la cifra: MILLEOTTOCENTO EURO. Cash, sull’unghia. Niente assegni o bonifici.

“Milleottocento – continua la funzionaria -. Ci sarebbe anche il funerale a carico del Comune, ma è più difficile da ottenere, possono passare molti giorni e non è detto che la pratica vada in porto”.

Panico… “Come? Ma io dove li trovo quei soldi?” Poi mi riprendo: “Va bene, cercherò di fare una colletta, chiederò agli amici… verrò domani con i soldi”.

Vedo la signora più sollevata: “Sa, non possiamo controllare se suo fratello (ho anche un fratello n.d.r.) è andato da qualche parte, dopo l’ultimo recapito di Bologna, che stato economico abbia… diversamente sarebbe affermare il falso”.

“Sì, capisco” – dico ancora, ma è evidente che sono sconvolta, mi chiedono un botto di soldi, non riesco a comprendere come per il Comune siano pochi.

“E io dove li trovo?” mi sento dire, uscendo… ho ancora negli occhi mamma, morta poche ore prima, ho visto il suo respiro ultimo…

Esco dal Comune piangendo. È passato solo un giorno: ne passeranno altri 17 (DICIASSETTE) prima che mamma possa avere il suo funerale gratuito, a carico del Comune, con cremazione e affidamento a me delle sue ceneri.

In questi 17 giorni, son stata presentata da una signora di Adiconsum che mi ha riportata al Comune, dove la pratica è passata all’attenzione della Direttrice dei rapporti e dei servizi al cittadino, voltata a un solerte funzionario che per chiudere elegantemente mi ha detto:

“Se tale pratica non fosse stata segnalata dalla direttrice in questione lei non avrebbe avuto diritto al funerale gratuito per mamma”.

Mi sono sentita umiliata per non poter assicurare a mamma il suo funerale, umiliata dal comportamento sbrigativo dei funzionari, umiliata dall’ultimo errore del Comune che ha sbagliato a inviare la bara il giorno stesso del funerale… (quella giusta è arrivata mezz’ora dopo).

Fino al ritiro delle ceneri quando l’ennesimo funzionario comunale, dinnanzi a me chiama il collega per chiedergli: “Ma quelli gratuiti del Comune non pagano nemmeno l’affido?” “No” devono avergli risposto dall’altra parte. Ci è rimasto male, voleva probabilmente vedere se il mio dolore si ritirava dinnanzi ai  27,64 euro da pagare per l’affido delle ceneri di mamma.

Ora è finita, ma mi chiedo se non avessi avuto una responsabile Adiconsum e un collega giornalista alle costole pronto sul pezzo, cosa avrei potuto fare da semplice cittadina. Forse sarei andata avanti e indietro producendo documenti, fotocopie, dichiarazioni per mesi e mesi, forse mi sarei persa nei meandri del Comune di Milano, forse avrei firmato “per il disinteresse”, obbligando così il Comune stesso a prendersi carico di mamma…

Comunque è finita e ora posso davvero piangerti.

(Ciao, mamma)

Sveva

Ps: grazie a Fabrizio, Fabia, Daniela.

 

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