Pane, gatto, casa…


Sveva, blogger, giornalista, epilettica e tante altre cose...
Sono io: dentro questo cervello si animano troppo spesso violente tempeste. Ma io resisto

“Pane, gatto, casa. Si ricordi queste tre parole, gliele richiederò tra dieci minuti”.

Ecco l’impatto con il ricovero all’Istituto Carlo Besta, il primo giorno. Poi una serie infinita di esami psico-attitudinali, psichiatrici, video EEG, EEG con potenziali evocati, RMN e terapia a scalare… . Una infinita serie di attività volte a sincerarsi della effettiva possibilità di un intervento per cancellare per sempre l’epilessia. E – come disse la prima psicologa venuta a trovarmi la mattina stessa del ricovero “per avere una idea di come è la Sveva di adesso, per avere il confronto con la Sveva del dopo operazione”.

Otto giorni legata alla Video EEG, dieci di ricovero, con la speranza che si potesse fare qualcosa: entro con nove pastiglie, esco con dieci, a testa bassa, un po’ delusa.

Ma – dannazione – non è andato tutto perso, no?

No. Non tutto: l’Istituto Besta è un centro di eccellenza e ricerca e io – firmando disclaimer e più carte di quante ne potessi immaginare – ho anche dato il consenso che i miei dati video registrati e tutti gli altri, si potessero utilizzare per fare ricerca.

No. Non tutto è stato inutile. Non sono operabile, è vero. Ma di fatto questo ricovero mi è servito per sapere – finalmente – di che tipo di epilessia soffro: sono due (questo lo sapevo), una focale e una – ahimè – generalizzata e per quest’ultima il mio cervello rimarrà così come si trova.

Sono uscita da lì con un bel po’ di informazioni in più, una nuova (e speriamo definitiva) terapia, un bel pacchetto di sogni e progetti ancora intonsi e – come detto a diversi amici – la mia scatolina del coraggio ancora chiusa.

“Si ricorda le tre parole?”

“Pane, gatto, casa”…

(In origine, il titolo del post era: “Volevo solo essere normale”. Ma… signori io SONO normale!).

sV3vA

Make a bad gals and fellas. Always!

In chiusura:

–>> Ho conosciuto due ragazze meravigliose in video EEG. Assieme siamo “le Belle del Besta” Un saluto caro alle mie colleghe di stanza: Miryam e Beatrice.

E un abbraccio sincero a Diego, mente del Poli, grande esperto di tracciati EEG, ingegnere e chissà cos’altro. Ogni giorno, dal 3, è passato a trovarmi, distrarmi, ciacolare, per farmi andare oltre i rami dell’albero che vedevo dalla stanza numero 11.

Grazie, Di.

A tutti i miei Amici un semplice ma sincero GRAZIE! mi avete sostenuta in ogni momento di questa assurda e strana avventura, anche quando non potevo sentirvi. Vi lovvo, sappiatelo!

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