E adesso che farò, non so che dire…


… Ho freddo come quando stavo solo>>. E continua. Si tratta dell’incipit della canzone di Pierangelo Bertoli, “A muso duro”, che descrive un poco la sensazione che sto provando in queste ore.

Oggi a seguito dell’arrivo della telefonata del Besta, che mi annunciava il ricovero a partire dal 2 febbraio, la modalità ” forse ho un poco paura” non mi ha più lasciata.

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E – per assurdo – visto che siamo tra noi: non temo la tecnica che useranno, gli elettrodi che inseriranno (li ho visti, sembrano diodi un po’ più lunghi), il male alla testa del “day after”. Più di ogni altra cosa, più del babau, più di tutto… mi mette ansia rimanere senza capelli.

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Crescono di due cm al mese, è vero. Ma per un poco sarò senza e a me ‘sta cosa fa sentire un male dentro che non avete idea.

Così, volevo comunicare ‘sta sensazione. Vi lascio, avete certamente da fare.

Vorrei tanto lavorare in bottega, ora (i *ragazzi di bottega sanno di che parlo, ci siam passati tutti).

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Notte
Make a bad gals and fellas! (Always)

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