EXPO 2015, la Disneyland della Città – Prima parte


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Il Decumano, subito all’entrata di Expo 2015
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Bianco e oro per il padiglione del ricco Bahrain
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Bahrain piante profumate
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Giardini e piante da fiaba, nel Bahrain
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Sceicchi “stilosi” e portati alle pubbliche relazioni. Come ti fotografo un improvvisato fotografo
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“Le dispiacerebbe farmi una foto?”
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Ritrovamenti archeologici nel Bahrein
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E piante di ogni tipo e profumo
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Un’altra inquadratura. Resti trovati nei deserti

Diciamo subito che chi scrive ha un’idea ben precisa di Expo2015. Così allontano ogni tipo di dubbio e contrariamente alla buona regola del giornalismo voglio far capire al lettore (aka “svevanettiano”) da che parte sto.

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Piantine di riso.
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Le panchine prospicienti le “vie d’acqua”
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Particolare della ruggine che mangia le strutture dei canali d’acqua
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Padiglioni Colombia e Argentina
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A sinistra la Corea del Sud, a destra il padiglione del Vietnam. Il 38° e il 17° Parallelo a dividere…
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Vie d’acqua. Una chiusa
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Tipo di irrigazione. In Israele viene detto “il miracolo della goccia”
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Da qui in poi, il padiglione della Corea del Sud ha sviluppato il tema della mancanza di cibo da una parte e dello spreco dall’altra. E siccome in medio stat virtus, l’idea sviluppata “siamo ciò che mangiamo” è passata per luci, suoni, colori
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Corea: la mostra più accattivante per gli occhi è passata per i due bracci robotici sulle cui tele si costruivano giochi e colori tridimensionali legati al cibo
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Fine esposizione Corea. Una delle immagini più suggestive
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Padiglione Nepal: a mezz’asta in segno di lutto le bandiere del Nepal e dell’Italia
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I tanti “Luigi” che costruivano con perizia il padiglione nepalese al posto dei colleghi tornati in Nepal a seguito del terremoto
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Nepal, finiture lignee
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Una delle stanze interne al padiglione nepalese quasi finita
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Dovevate vedere la precisione…
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Soppalchi per lavorare, ma non per molto
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Decumano
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Mostra della Corea verso l’uscita 1
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Mostra della Corea verso l’uscita 2
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Mostra della Corea verso l’uscita 3
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Mostra della Corea: i “pot” sui quali venivano proiettate le immagini. Dal cibo alle gocce d’acqua
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Mostra della Corea: i “pot” sui quali venivano proiettate le immagini. Dal cibo alle gocce d’acqua
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Mostra della Corea: i “pot” sui quali venivano proiettate le immagini. Qui, diversi tipi di cibo e colori
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Mostra della Corea: i “pot” sui quali venivano proiettate le immagini. Qui, diversi tipi di cibo e colori
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Mostra della Corea: i “pot” sui quali venivano proiettate le immagini. Qui, diversi tipi di cibo e colori
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Mostra della Corea: i “pot” sui quali venivano proiettate le immagini. Qui, diversi tipi di cibo e colori
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Mostra della Corea: i “pot” sui quali venivano proiettate le immagini. Qui, diversi tipi di cibo e colori
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Mostra della Corea: i “pot” sui quali venivano proiettate le immagini. Qui, la Terra
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Mostra della Corea: i “pot” sui quali venivano proiettate le immagini. Qui, la Terra
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Mostra della Corea: i bracci robotici al lavoro… “siamo ciò che mangiamo”
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Mostra della Corea: i bracci robotici al lavoro… “siamo ciò che mangiamo”
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Mostra della Corea: i bracci robotici al lavoro… “siamo ciò che mangiamo”
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Mostra della Corea: i bracci robotici al lavoro… “siamo ciò che mangiamo”
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Mostra della Corea: i bracci robotici al lavoro… “grafica e tre dimensioni”
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Mostra della Corea: i bracci robotici al lavoro… “grafica e tre dimensioni”
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Mostra della Corea: i bracci robotici al lavoro… “grafica e tre dimensioni”
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Mostra della Corea: i bracci robotici al lavoro… “grafica e tre dimensioni”
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Nepal
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Nepal 2

Expo si è aperto ai miei occhi come una grande Disneyland: siccome quest’ultima ho potuto visitarla a Parigi qualche tempo fa, so di che parlo. Una fiera è una fiera, che diamine! Sia che diverta, sia che no, la prima cosa che vermente appare alla vista è l’aspetto del “mirabilioso”: una via di mezzo tra meraviglia e mirabilie, un enorme parco giochi per grandi e piccini, attrattivo certo, fors’anche incanalante un certo messaggio di correttezza e volontà (nello specifico questa Esposizione Universale ha per tema il cibo. Per pochi, solo per una parte di mondo e con tanto spreco… cambiamo rotta).

Eccovi quindi una serie di foto scattate il primo giorno, sabato scorso, 16 maggio. Il resto ve lo racconterò (per immagini) un’altra volta. Prendete pure le foto che volete, riportate solo la fonte e la fotografa.

E’ tutto quello che chiedo.

ps: il padiglione del Nepal e i suoi costruttori. Mi sento di ringraziare questi Signori, nel vero senso del termine. Mani enormi che costruivano meraviglie in calcestruzzo e legno, per i loro colleghi volati in tutta fretta in Nepal, a seguito del terremoto.

Giù il cappello!

Sveva Stallone

 

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