Della Resistenza e delle manifestazioni


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Milano... Bella lì!

“Bella lì, Milano!”
Ecco come, con una locuzione puramente milanese (scritta pure sulla portiera della microcar in sharing) si potrebbe descrivere la manifestazione di ieri, 25 aprile.

La più partecipata da un po’ di tempo a questa parte, come subito sindacati, media e partiti si sono affrettati a dire, a manifestazione ancora in fieri.

In effetti, iniziando dalla coda di Porta Venezia, attraversandola e passandola da parte a parte, si è potuto notare un maggior numero di persone, anche se con una distribuzione geometrica più precisa e aggiungendovi diverse decine di partecipanti di stampa e TV (mai visti tanti colleghi a perdita d’occhio)…

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La coda:
Partendo da Porta Venezia e tutto lungo il corso che ne prende il nome, gli “slot” degli spazi erano stati presi in maniera più o meno ordinata da partiti:

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bande musicali:

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I Mitoka Samba

rappresentanti dei campi di concentramento:

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Rappresentante del Campo di Ravensbrück

Sezioni A.n.p.i.:

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e… dalla Brigata Ebraica:

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La Brigata Ebraica, dietro lo striscione Assoc. Amici di Israele

E qui occorre il primo stop. Intanto, chiusa e a distanza di sicurezza dalla coda e dalla testa del corteo, la Brigata Ebraica ha potuto sfilare quasi tranquillamente per tutta la manifestazione. Quasi e per tutta.

La mamma dei cretini…
Perché siccome la mamma dei cretini è sempre incinta, i soliti idioti si sono dati appuntamento in piazza San Babila, per cercare guai con la Brigata dei partigiani ebrei.

Ora – gente che è convinta che gli slogan  facciano la storia, non può pensare che Settanta anni dalla Liberazione dal nazifascismo non contino nulla e che gridare “Intifada fino alla fine”, sia la soluzione per la liberazione dei Territori Palestinesi. Primo, perché nemmeno sa cosa significa stare dentro un’Intifada (nemmeno io, ma non ho visto la guerra e non voglio vederla mai, come si diceva una volta), secondo perché fomentare le guerre con le parole è pericoloso e idiota.

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Gli urli dei filo palestinesi in piazza San Babila
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Uno degli striscioni apparsi in piazza San Babila
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"Intifada fino alla fine!"

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Di fatto se c’è stata una ricerca di scontri non è stata da parte dei centri sociali (quest’anno tenuti ben lontani e arrivati molto tardi rispetto alla testa del corteo), ma da parte di questo gruppo che alle mie spalle urlava cose senza senso, che nulla avevano a che fare con un’Italia liberata da tutti. Forse, i signori e le signore che urlavano a squarciagola non conoscono la Storia, che volgono a loro favore.
Per costoro ebreo è uguale a sionista a prescindere. Secondo questa semplice logica allora, tutti gli extracomunitari son delinquenti?

Qualche riflessione:
L’Italia è stata liberata da tutti: smettiamola di mettere timbri di proprietà a questo o quel gruppo. Inneggiare violenza contro uno o più gruppi politici o etnici è fascista, esattamente il contrario per cui si è lottato. Liberazione è stata per tutti, dovremmo considerare anche più cultura uguale a più democrazia. Che – per inciso – non è scontata. Son morte persone per lasciarci la libertà di pensare e urlare anche ca@@ate. Ragazzini di 16, 17, 19 anni. I giovani e i bambini di Settanta anni fa. Vogliamo onorare questi sacrifici o continuiamo a fare finta che la libertà e la democrazia siano giuste solo dalla *nostra parte?

Sveva Stallone
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