9 febbraio: giornata mondiale per la ricerca e la lotta alle epilessie


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Domani fate conoscere ciò che nel mondo si sta cercando di realizzare per combattere le epilessie. Si conoscono circa una quarantina di forme di questa malattia e molto è stato fatto. Molto rimane da fare a iniziare dall’informazione: nelle scuole, nelle aziende, nella società… Si tende ancora – infatti – a nascondere il problema, parlarne usando altri termini, sottovalutare il problema sociale ancorché fisico, che una persona affetta da epilessia (assenze, tonico-cliniche, atoniche, forme miste e farmaco resistenti… ) si porta dietro.

NON DI DIVERSITÀ SON VESTITA
Non siamo diversi, però. Voglio ancora fortemente sottolineare che la parola “normalità” è razzista: si porta dietro la convinzione che un epilettico non sia in grado di fare “cose da normali”.
No, non è vero: siamo certamente un poco condizionati dagli effetti degli antiepilettici (soprattutto se la terapia ne comprende una decina al giorno), ma possiamo fare tutto: pilotare un aereo, guidare un’auto, scrivere un articolo, comporre un sonetto o suonare uno strumento.

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QUANTO COSTA L’IGNORANZA…
Anche se la cosa più dura rimane e rimarrà sempre confrontarsi con l’ignoranza. Per questo il 9 febbraio parliamo, facciamo informazione: leggendo, scrivendo, cercando maggiori informazioni.

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E domani magari mettiamo un piccolo nastro porpora sulle nostre giacche…

Sveva – Purple Day Ambassador per l’Italia

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