Mi arrendo: appendo la penna al chiodo


wpid-img_201412347_0512.jpgE’ così. La decisione quando arriva – è come quelle che prendo di solito. Secche, precise. BUM! E arriva.

Ho deciso di smetterla di lottare per continuare a fare ciò che sarebbe il mio lavoro: forse non l’ho deciso io del tutto, certamente ci si sono messi gli ultimi tre accadimenti, ma non si può lottare sempre contro i mulini a vento, no?

No. Non si può. Quindi chiudo, basta, stop, finito. Basta invii di curricula, chiuso con pezzi inviati nella speranza che… basta parlare con colleghi di pezzi che ho in testa per poi vederli pubblicati tali e quali.

Eccomi alla fine, quindi. Forse fa un po’ male (come tutte le decisioni che prendo), poi però si cauterizzerà e passerà anche questa. Che sarà mai. Mica muoio per questo: non subito certo, non tutto in una volta, certo. Lentamente si muore e si muore dentro, ma se vorrò proprio proprio scrivere potrò sempre usare il mio blog e quando mi stuferò chiuderò anche questo.

Evidentemente si diventa professionisti per poi smettere di scrivere. Mi darò alla fotografia (per passione, la nuova passione che mi ha preso la mano da un po’), coltiverò di più altre passioni che ho, ma smetterò di intestardirmi per voler scrivere per forza di cose.

Che poi “per forza non si fa nemmeno l’aceto” diceva nonna.

Sveva Stallone (ex giornalista)

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6 thoughts on “Mi arrendo: appendo la penna al chiodo”

  1. Cara Sveva, non smettere di scrivere. Capisco l’amarezza, la stanchezza, ma so anche che la scrittura fa parte anche della tua vita. In ogni caso, non smetterò mai di seguire il tuo blog. Mai. Un abbraccio grande, Mark

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