Cara tv, mi aiuti a diventare intelligente?


Cara Tv, sai…ho messo al mondo tre figli, ma nessuno mi sa dire come educarli. Non ricordo il lavoro che i miei genitori hanno fatto con me, quindi non so cosa dire ai miei figli: “Questo sì, quello no. Mangia questo, non mangiare quello. A letto alle 21…”.

E’ vero, ho messo al mondo tre pargoli, ma cinquemila anni di civiltà ed evoluzione non hanno lasciato spazio ad alcuna informazione nella mia piccola (vuota) scatola cranica. Mio marito (il padre dei miei figli), è ancora più confuso di me: io dico una cosa e lui ne fa o dice un’altra. Così i pargoli fanno un po’ come nella Casa delle Libertà, ognuno “il ca….o che gli pare”. Forse da grandi saranno del PDL…

Per questo cara Tv, ti scrivo e non me ne pento. Dicono che dovrei vergognarmi: ma di che? Perché scelgo di far crescere in una settimana i miei bambini, direttamente da un programma televisivo? Perché invito una conduttrice/tata tv a fare le veci di quello che dovrei fare io? Perché chiedo a un’estranea di far accettare delle regole di vita in forma di gioco, attaccando tabelloni per tutta casa? Perché chiedo a un format televisivo di darmi delle direttive per diventare genitore in una settimana?

Dovrei vergognarmi di essere un’incapace, inetta, inutile essere che ha messo al mondo una famiglia, per farla crescere da un programma Tv?

Non posso, credimi. Anzi, mi sono chiesta: “Ma prima dell’avvento di questi programmi COME facevano le madri e i padri a crescere dei figli? Era possibile farlo SENZA?”

Tant’è. Ora ti lascio perché suonano alla porta: forse è quel Signore che quando ha distribuito l’intelligenza, si è dimenticato di me e di mio marito. O forse eravamo fuori noi: in quel giardino maledetto c’erano un sacco di labirinti…

make a bad fellas and gals! (con moderazione, però)

sV3v@

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