The Day After


Il giorno dopo, in questo caso, non fa riferimento alcuno alle (appena) trascorse elezioni.

La situazione però, per come la sto vivendo (io e un’altra decinaia di comunisti) è proprio quella del “dopobomba”. Come – mi chiedo – non c’è più il comunismo? E io chi sono? Dove vado? Cosa faccio? Cosa voglio dalla mia str….issima esistenza? Ma – soprattutto – esisto?

Ho seguito tutto l’election day. Tutto. Anche “il giorno dopo” e tutto ieri. Letto giornali, visto, sentito gente e fatto cose. E – al termine di tutto questo ambaradam – mi sono sentita come se mi mancasse un pezzo di mondo.

Siamo DAVVERO destinati a morire sotto un cielo nero e fascista?

non so, ma una cosa è certa:

fate sempre di più i bambini e le bambine kattivissimi!!!

lOvE,

sVeVa

:-*

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2 thoughts on “The Day After”

  1. ciao Své.
    Mi dispiace per “voi comunisti”… ma lo dico essendo super partes. Non apprezzo Berlusconi, però gli do atto di essere più concreto di moltissimi rappresentanti della “sinistra” che x ben tre volte ci ha governato e per ben tre volte ha sprecato l’occasione per chiudere 1 volta per tutte la questione del conflitto di interessi o risolvere la questione del lavoro precario cosi’ come viene inteso in Italia… Forse e non si offenda nessuno, si e’ troppo parlato del nulla, tipico del “sinistroide” che una volta che acquista il potere… non sa piu’ come gestirlo, e si e’ data oltremodo attenzione a problemi senz’altro importanti ma di cui alla stragrande maggioranza della gente “frega” molto poco: matrimoni tra gay, luxuria, aiuti a “pisello di cane maschio” (vedi 1000 euro una tantum a chi fa un figlio… ma l’hanno mai comperati i pannolini questi qui?? 1000 euro se ne vanno in due mesi…).
    spero che la sonora lezione possa servire, a sinistra, ad un forte svecchiamento… di vecchi anagrafici e di vecchi “dentro”… e che fra cinque anni… sempre che questo governo non ci piacca davvero e si voti di nuovo “destra”… si possa riprovare.
    In bocca a Silvio!
    😉

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  2. Che dire Odisseo…Maybe…maybe…però, NOI COMUNISTI, siamo rimasti. Il fatto che sia sparito l’arcobaleno ancor prima della tempesta è del tutto relativo: quanti compagni e compagne si sono riconosciuti in quella bellissima forma iridata che di rosso non aveva più nulla? Non io, certo. Forse altri di noi vagolavano più volentieri da altre parti, più rosse se vuoi.

    Mi sento strana, però. Anche perché da che si è instaurata la democrazia questa è la prima volta senza sinistra. Occorre per noi ripartire da zero. Ma questa volta occorre farlo sul serio: sono stufa dei “tafazzismi” tipici di una certa sinistra.

    Pare che da questa parte del ponte siamo bravi sono a strapazzarci i cosiddetti, mentre gli altri _TUTTI_, girano, fanno cose, vedono gente. E, ahimé, propongono.

    In parte, vedi, sono d’accordo con te. Ma più che rendermi triste questa storia mi ha fatto sentire ancora una volta una bambina kattiva, kattivissima. E il 25 sarò in piazza. Assieme ad altri (non tanti forse), ma ci saremo. E non _come vagheggia qualcuno_ per fare terrorismo.

    Tant’è…:)

    hasta!

    sVeVa

    ps: fai il bambino kattivo lo stesso…alla fine paga!

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