Voci dal NetStrike: l’avanzata delle "quote rosa"


Sveva Stallone

Siamo arrivati, infine, alla quarta parte del servizio “Voci dal netstrike”, ossia le voci di tutti coloro che hanno espresso le loro preoccupazioni e i loro pareri, attraverso la firma per l’adesione alla nostra iniziativa. Iniziamo, con l’intervento di Stefania: “Condivido e appoggio le battaglie per il diritto a un buon lavoro, un lavoro dignitoso, per non sprecare le risorse del nostro Paese”.

Sono molti coloro che sperano in un futuro migliore per i precari e ancora molti coloro che hanno dei timori, come questo NetStriker: “Lavoratore atipico; spesso sinonimo di precariato, precariato significa niente futuro. Un incubo per i giovani”.

In tema di economia abbiamo selezionato un paio di interventi: “Si parla tanto di crisi economica e di come far ripartire l’azienda Italia, eppure nessuno ha pensato che la crisi dei consumi possa essere legata anche all’incertezza economica dei lavoratori “atipici”? Senza l’aiuto di una firma di un familiare nessun lavoratore atipico potrà mai comprare una macchina o una casa o magari anche un buon computer senza poter richiedere un finanziamento”. Mentre il secondo afferma: “Volete far ripartire l’economia? Queste proposte possono essere una buona spinta!”

Per la serie commenti brevi, ma efficaci, eccone alcuni: “Altro sindacato. Ma sono d’accordo e firmo”. Mentre Claudia si lascia andare a un sentito: “Grazie mille”. E ancora per la serie dei ringraziamenti, ma anche dei suggerimenti, abbiamo annoverato un “Grazie!”, anche se purtroppo non sappiamo da chi e un “Uniamoci”, che oltre a essere un consiglio, appare anche una speranza…com’era quel detto? “Uniti si vince”. Lo crediamo davvero.

Più concretamente, un utente afferma: “Spero che vengano eliminati i contratti a progetto e simili, che garantiscono solo precarietà e sfruttamento assoluto per i lavoratori, nonché povertà e umiliazione per chi non ha più 20 anni!!”.

E, ancora: “Dal momento che sono presenti tali contratti lavorativi (progetto etc), le richieste sovrastanti (ossia le quattro proposte di Bread&Roses, N.d.R.), che esprimono una coscienza sociale degna di un Paese civilizzato come dovrebbe essere il nostro (e come lo è quello tedesco), mi sembra giusto che vengano accolte dal ministero”.

“Dopo 3 anni di lavoro interinale – afferma questo NetStriker – sento di avere maturato il diritto di associarmi vivamente a questa iniziativa, ringraziando i promotori per la possibilità accordata”.

“Così sì che si può; ragionare… – afferma un altro NetStriker – se no, quando uno può cominciare a pensare di andarsene da casa, facendo un mutuo e quindi pensare di mettere su famiglia?”

Questa volta abbiamo raccolto molti interventi di donne, lavoratrici atipiche e non. Partiamo con Sabrina: “Salve a tutti! è veramente opportuno fare qualcosa per i lavoratori atipici, precari et similia che andranno aumentando nei prossimi anni in modo ingiustificato esponenzialmente. Descrivo la mia situazione: 40 anni, esperienze di lavoro varie, sempre qualificate. Laureata, due figli da mantenere…fra contratti a termine, contratti a progetto, co.co.co, prestazioni professionali occasionali, non si riesce a mettere insieme un quadro omogeneo per gli anni di lavoro passati e prospettive sicure per il futuro. La frammentarietà; del percorso professionale – continua Sabrina – talvolta è utile ma ancor più dispersiva, perché porta a cogliere tutte le occasioni di lavoro che si presentano, magari senza nessuna relazione fra loro. …Appoggio in pieno alle vostre proposte”.

E ancora di tutele dobbiamo parlare con questo breve intervento: “Si alla tutela delle donne per le future mamme dei lavori atipici”. Raffaella, più semplicemente, in merito alle quattro proposte precisa: “Sarei molto contenta e principalmente più sicura”.

Lucrezia, afferma, invece: “Da lavoratrice atipica che, nello specifico si trova proprio ora, da un paio di settimane, senza lavoro e quindi senza entrate, sono pienamente d’accordo sulle proposte fatte, che ci metterebbero in una condizione più umana e vivibile, risparmiandoci almeno in parte l’ansia che accompagna ogni giorno il lavoratore atipico, ogni giorno costretto a pensare in che modo poter pagare i conti dopo la scadenza del contratto…”. Danielina, dal canto suo, alza una non tanto velata protesta: “Basta con la pappa pronta a chi ha soldi da spendere…Garantiamo il diritto a vivere e non a sopravvivere!!!”

E per la serie “quote rosa”, chiudiamo con Romina: “Mi sono laureata a luglio, ma sono ancora in cerca di un’occupazione. Il lavoro svolto nel corso degli studi, anche a causa di un contratto di collaborazione iniquo, non potrà mai mantenermi. La flessibilità del lavoro è il nostro presente, e sarà il nostro futuro. Purtroppo così non va”.

Concludiamo questo giro (contiamo ormai 728 interventi), con le ultime due affermazioni: “Vivo in un stato di precariato totale. Immagino conosciate bene il mondo della scuola e delle relative supplenze. Spero che l’invio di questa e-mail produca qualche risultato, per tutte quelle persone atipiche che, come me, hanno serie difficoltà a immaginare il futuro”.

“Anche gli studenti lavoratori devono avere dei diritti!!!!!!!!!!!”

(Articolo tratto da Bread&Roses NEWS)

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